HomeEconomicaCalcio e streaming, l’allarme dei big tlc: «Reti inadeguate»

Calcio e streaming, l’allarme dei big tlc: «Reti inadeguate»

Fra gli operatori tlc sale l’allarme in vista dell’avvicinarsi del nuovo corso della Serie A che dalla prossima stagione vedrà come pivot Dazn in partnership con Tim. I timori riguardano la tenuta delle reti, ma anche rischi competitivi e il pericolo di dover affrontare un’ondata di reclami. L’apprensione circola fra gli operatori e c’è chi si è mosso anche sul piano formale. A quanto risulta al Sole 24 Ore lo ha fatto per esempio Wind Tre con una segnalazione inviata all’Autorità garante per la concorrenza e il mercato (Agcm). Quella di Wind Tre sarebbe però la prima di una serie di segnalazioni che altri operatori avrebbero in pipeline.

La rivoluzione della Serie A in streaming

Di certo il passaggio che attenderà la Serie A a partire dal 22 agosto non è da poco. L’ultima asta per i diritti audiovisivi domestici ha consegnato come responso un’assegnazione che vede beneficiaria Dazn di 7 partite a settimana in esclusiva su tutte le piattaforme e 3 in “co-eclusiva” solo sul web. La condivisione dei tre match (la sfida del sabato sera, l’anticipo della domenica alle 12.30 e il posticipo del lunedì sera) sarà con Sky, uscita perdente da una competizione in cui è arrivata con la palla al piede della decisione dell’Antitrust che ha vietato alla controllata di Comcast di poter avere in esclusiva prodotti sul canale Iptv fino a maggio 2022.

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L’intesa Dazn-Tim

Insomma, l’idea della nuova stagione in cui a farla da padrone sarà il calcio in streaming ha fatto drizzare le antenne agli operatori. Anche perché l’assegnazione a Dazn da parte della Lega Serie A è avvenuta a fronte di 840 milioni di euro a stagione, con Tim che a quanto ricostruito si è impegnata a dare un minimo garantito del 40% (340 milioni annui) oltre al supporto tecnologico. In questo quadro, come precisato dall’ad Tim, Luigi Gubitosi, nel corso della conference call «l’accordo è coperto da Nda, una clausola di riservatezza, ma possiamo dire che è simile a quello con Disney. Quindi siamo l’unica telco che può distribuire gli abbonamenti». A ogni modo, ha aggiunto l’ad Tim, «è possibile acquistare la fibra da noi e l’abbonamento da Dazn».

I timori su reti e call center

C’è dunque un tema di esclusiva, ma nelle motivazioni che mettono sul chi va là gli operatori c’è anche la preoccupazione per l’aumento dei picchi di traffico con la congestione dei punti di snodo che potrebbe creare problemi al servizio Internet nazionale. Da qui il timore che il tempo di cinque mesi fra l’assegnazione dei diritti a Dazn e la prima giornata di campionato non sia sufficiente per adeguare le infrastrutture. In questo quadro l’invito all’Antitrust da parte di Wind Tre che si è già mossa formalmente è innanzitutto di vigilare che non ci siano particolari accordi tecnici o di call center fra Dazn e Tim che finirebbero per penalizzare gli altri operatori.

L’allarme degli operatori sul rischio competitivo

Altra questione: il potenziamento delle reti è inevitabile. E la richiesta è che Dazn concordi tempistiche e modalità. C’è da pianificare interventi di rete, viene segnalato, ma anche un piano di backup valido fino al completamento dell’upgrade delle reti (con la proposta di apertura sul digitale terrestre gratuito ai clienti di Dazn in caso di problemi). A far paura agli operatori è anche il tema competitivo. L’app Timvision sulle smart Tv è un altro degli elementi su cui si concentrano le preoccupazioni. Che possa essere un cavallo di Troia per far strappare clienti alla concorrenza?

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