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Borse Ue pesanti, si guarda a colloqui in Bielorussia. Vola il gas, rublo a picco

(Il Sole 24 Ore Radiocor) Borse europee in netto ribasso. L’inasprimento delle sanzioni imposte alla Russia dalle potenze internazionali in riposta all’invasione dell’Ucraina spaventa i mercati azionari europei. Fa paura anche lo spettro nucleare agitato dal presidente russo, Vladimir Putin. Intanto nel Paese va avanti la guerra, che così ha raggiunto il quinto giorno di rappresaglie e violenze.

Oggi, comunque, dovrebbero tenersi in Bielorussia i colloqui tra una delegazione ucraina e una delegazione russa e da questo tavolo potrebbero ripartire elementi di riapertura al dialogo. Intanto le nuove misure, tra cui l’esclusione di alcune banche russe dal circuito Swift, bandirà Mosca da gran parte del sistema finanziario internazionale, con possibili ripercussioni sulle catene di approvvigionamento di materie prime. Gli esperti, tuttavia, fanno i conti anche con l’impatto della misura sull’intero sistema finanziario internazionale.

Sul mercato valutario, la fuga dagli asset considerati più rischiosi e la domanda di liquidità premia il dollaro: un euro vale 1,1158 dollari da 1,1248 venerdì in chiusura. Va a picco il rublo, mentre vola del 30% il valore del gas. E’ in forte rialzo anche il prezzo del petrolio. Anche l’oro, il bene rifugio per eccellenza, è in rialzo: il valore del metallo giallo sale dell’1% a 1909,17 dollari all’oncia.

A Piazza Affari crolla Unicredit, vola Leonardo

A Piazza Affari sono in netto ribasso le azioni delle banche, che potrebbero risentire della decisione della comunità internazionale di estromettere alcune banche russe dal sistema swift. Del resto nella notte la Banca centrale europea ha avvertito che le controllate europee della russa Sberbank sono a rischio fallimento «per il deterioramento della loro situazione di liquidità».

Unicredit è la peggiore, risentendo della sua esposizione verso la Russia. Volano le azioni di Leonardo – Finmeccanica, dopo che la Germania ha annunciato un aumento delle spese militari in risposta al conflitto in Ucraina. Posizione che, secondo gli analisti, sarà presto seguita da altri Paesi europei. In più l’Europa ha annunciato che acquisterà armi da inviare in Ucraina. Vanno bene anche le Tenaris e le utility.

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