HomeScienza e saluteCovid Italia, Cts: "Bollettino dati resti quotidiano"

Covid Italia, Cts: “Bollettino dati resti quotidiano”

Il bollettino del ministero della Salute con i nuovi contagi da coronavirus, il numero delle vittime e i dati sulle ospedalizzazioni deve rimanere quotidiano. E’ il parere espresso dal Comitato tecnico scientifico, a quanto si apprende, al termine della riunione di oggi sul tema. Tema al centro del dibattito tra gli esperti.

Leggi anche

Il bollettino quotidiano dei contagi da coronavirus “ci viene richiesto dai trattati internazionali e dall’Oms. Noi dobbiamo per i nostri adempimenti internazionali dare ogni giorno il numero e comunicare a tutto il mondo e a tutte le organizzazioni internazionali questo numero”, ha chiarito a ‘L’aria che tira’ su La7 il consigliere del ministro Speranza, Walter Ricciardi. “Noi non possiamo non classificare tutti i contagi e comunicarli alle istituzioni internazionali. Poi – sottolinea l’esperto – quanto e come questa lista di contagi venga comunicata è una cosa diversa. Ci sono Paesi che lo fanno in un modo, Paesi che lo fanno in un altro, ma questo fa parte della comunicazione non della raccolta dei dati che per noi – ribadisce – è obbligatoria”.

Per Andrea Crisanti è indispensabile mantenere un bollettino dettagliato. “L’epidemia è un fenomeno complesso che si misura attraverso una serie di parametri. E visto che siamo in un’epidemia che interessa tutti, per trasparenza dobbiamo sapere tutto. Dare numeri solo su ricoveri o decessi significherebbe nascondere una parte importante della verità”, afferma.

“Lo ripeto da un bel po’ di tempo: chi è in ospedale ed è asintomatico per la patologia respiratoria da Covid, ma ha un tampone positivo senza però aver un nessun sintomo compatibile dovrebbe considerato alla pari di tutti gli altri malati. Deve essere isolato, chiaramente, ma non può essere considerato come patologia Covid e messo nel bollettino quotidiano”, ha detto dal canto suo all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive all’ospedale San Martino di Genova.

“Ci vuole maggiore dinamicità da parte del ministero della Salute e del Cts nel recepire i messaggi che arrivano da chi sta sul campo – aggiunge Bassetti – C’è una distanza tra chi è nelle sale burocratiche romane e chi è sul campo a gestire i malati. Diciamo quello che vediamo nei nostri ospedale: mettere i sintomatici e gli asintomatici tutti insieme è sbagliato. Contare per i criteri di colorazione delle regioni solo chi ha segni e sintomi da Covid”, è il parere dell’infettivologo.

“In questa fase ancora espansiva dell’epidemia, eliminare il bollettino quotidiano sarebbe un segnale di liberi tutti mentre la comunicazione quotidiana ha l’effetto di ricordare la situazione in cui siamo” ha detto nei giorni scorsi all’Adnkronos Salute il virologo Fabrizio Pregliasco, docente della Statale di Milano. “I dati così come sono comunicati – ha ammesso l’esperto – sono un po’ grossolani e non tengono conto dei vari distinguo, si dice cioè che un 34% delle persone ospedalizzate è anche positivo a Covid, ma in condizioni tranquille e quindi il dato andrebbe articolato meglio. Poi non è solo il dato in sé – sottolinea il virologo – ma anche come lo si racconta, è chiaro che se diventa la prima notizia del Tg, raccontata con enfasi” può avere un “effetto ansiogeno”. “Siamo in una fase di passaggio quindi cambierei una volta superato il picco, con una comunicazione fatta magari in maniera meno grossolana se possibile”. Ovvero come dice Bassetti senza più annoverare tra i pazienti Covid chi va in ospedale perché si rompe una gamba e risulta positivo al tampone? “Sì, ma senza perdere di vista il problema della contagiosità – ha avvertito il virologo – sennò si ritorna alle abitudini del passato”. “Siamo sicuramente in una fase di transizione verso la normalizzazione – ha rassicurato Pregliasco – e se Omicron prenderà piede e sembrerebbe ormai al 60% dei sequenziamenti, è chiaro che usciti da questo inverno avremo altre ondulazioni, ma rientreranno in una dimensione endemica come l’influenza. Quindi – conclude – è giusto pianificare una modalità per il futuro”.

Da Cts via libera a protocollo sport

Via libera dal comitato tecnico scientifico al protocollo sullo sport approvato nell’intesa Stato-Regioni. ll documento, che ha avuto l’ok degli esperti del Comitato tecnico scientifico, tra l’altro prevede il blocco dell’intera squadra solo se il numero di positivi è superiore al 35% dei componenti del gruppo di atleti.

Notizie correlate

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui