Venezia celebra nella bellezza il suo mito

Venezia celebra nella bellezza il suo mito

In occasione delle celebrazioni per i 1600 anni dalla fondazione della città lagunare, a Palazzo Ducale, in Piazza San Marco, la Fondazione Musei Civici di Venezia ha allestito una grandiosa mostra che ricostruisce, attraverso le più importanti opere d’arte presenti nelle collezioni cittadine, il mito della Serenissima dalle origini fino ad oggi.
Venezia compie 1600. Anzi no.
Le città non nascono da un giorno all’altro, come Venere dalla schiuma del mare. La fondazione di una città è un processo lento, complesso, che si attua per fasi. La Serenissima però ha saputo costruire attorno a sé stessa un mito delle origini che ha fatto di una città una civiltà.

Il mito di Venezia

E per nutrire il mito Venezia ha selezionato con cura il suo giorno e anno di nascita: 25 marzo (l’Annunciazione alla Madonna, secondo il calendario liturgico) del 421, data in cui, secondo la leggenda, fu posta la prima pietra della chiesa di San Giacometo a Rivoalto (Rialto), nucleo fondante della città lagunare. 421-2021: 1600 anni dalla fondazione di una città che è patrimonio universale come possono essere festeggiati?

Il Comune di Venezia ha organizzato un palinsesto di eventi che è iniziato quest’anno e che si estenderà anche al 2022, mentre la Fondazione Musei Civici di Venezia ha “messo in scena” un’imponente mostra allestita da Pier Luigi Pizzi nel luogo simbolo del potere e della gloria della Serenissima: l’Appartamento del Doge a Palazzo Ducale, in Piazza San Marco.“Venetia 1600. Nascite e rinascite” è una mostra opulenta che offre al pubblico il meglio delle opere d’arte provenienti dalle collezioni cittadine, a cominciare dall’enorme tela di Vittore Carpaccio (oltre 3 metri di lunghezza) col Leone di San Marco simbolo della città, restaurata per l’occasione da Save Venice come molti altri capolavori esposti.

Dodici sezioni, oltre 250 opere

Dodici sezioni a tema, oltre 250 opere d’arte tra quadri, sculture, manufatti, documenti rari, che si susseguono per raccontare cadute e rinascite di un mito eterno che nei secoli ha conosciuto splendori e miserie, pestilenze e incendi, crolli e ricostruzioni, libertà e sottomissione, fino all’oggi, alla Venezia del Novecento capitale dell’arte contemporanea, alle “acque grandi” e ai cambiamenti climatici che ne stanno minando la sopravvivenza, al Mose, ai problemi del turismo di massa….Visitabile fino al 25 marzo 2022 (in tempo per festeggiare il 1601esimo compleanno) la mostra è stata curata da Robert Echols, Frederick Ilchman, Gabriele Matino, Andrea Bellieni sotto la direzione scientifica di Gabriella Belli.

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