I quadri “viventi” di Sophie Taeuber-Arp

I quadri “viventi” di Sophie Taeuber-Arp

Tate Modern si è data da tempo la missione di presentare artiste meno note e riscoprire talenti ingiustamente trascurati, forse perchè donne o perchè fuori dalla sfera anglofona. La missione è sempre lodevole e qualche volta centra in pieno l’obiettivo. Come nel caso della retrospettiva dedicata a Sophie Taeuber-Arp, che è una grande rivelazione.

Le opere astratte dell’artista svizzera hanno una vitalità e vivacità tali che sembrano danzare nelle grandi sale della Tate Modern. Sono fresche, moderne, contemporanee, innovative, non scalfite in alcun modo dal secolo che è passato dalla loro creazione.

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Sophie Taeuber, nata a Davos in Svizzera nel 1889, ha studiato arte e danza e ha aderito giovanissima al movimento Dada, affiliandosi a esponenti come Tristan Tzara in esilio a Zurigo durante la prima guerra mondiale. Artista eclettica e donna dai mille interessi e talenti, ha sperimentato con diverse discipline e materiali.

Oltre 200 le opere in mostra

La distinzione tra belle arti e arti applicate non aveva alcun senso per lei.Due opere del 1917, che sembrano identiche, a guardarle da vicino sono un quadro a guoache e un ricamo a piccolo punto. Ha creato mobili e vetrate colorate, sculture e marionette in legno, tessuti e abiti, ceramiche e tappeti, poster e cuscini, carta da parati e lampade, bellissime borse ricamate e splendidi gioielli che sono sculture in miniatura. Sono oltre 200 le opere in mostra nella completa, ricchissima retrospettiva della Tate.

La sua aspirazione come artista era creare “cose viventi”. Appassionata di danza, aveva ballato agli eventi Dada a Zurigo nel 1917 e aveva poi trasferito il suo interesse per i movimenti del corpo nelle sue opere. Quando ha deciso di iniziare a dipingere, ha creato quadri geometrici che sono danza ritmica sulla tela. La rigidita’ delle forme geometriche contrasta con la fluidità della composizione e la vibrazione dei colori. Il risultato sono tele che miracolosamente hanno il dono del movimento, con i cerchi, quadrati e dischi che danzano davanti agli occhi di chi le guarda.

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